Negli ultimi mesi ho testato a fondo il nuovo Sony FE 400–800mm in uno degli ambienti naturali più severi per qualsiasi attrezzatura: le Alpi.
Luce difficile, meteo imprevedibile, soggetti lontani, avvicinamenti lunghi, attese infinite. Ho lavorato esclusivamente con corpi Sony full frame, utilizzando in alcune situazioni anche la modalità APS-C direttamente in fase di scatto, una scelta che faccio spesso per avere già un crop “in macchina” e comporre meglio sul campo.
In questi mesi ho ricevuto molte domande sui miei canali social. Nel confronto diretto con chi mi ha scritto per chiedermi informazioni e pareri, sono nate molte conversazioni interessanti. È proprio da questo scambio continuo con chi fotografa sul campo che nasce questa pagina.
Nel mondo della fotografia naturalistica si parla spesso di sensazioni, impressioni, opinioni. Ma alla fine c’è una cosa che non mente mai: il file RAW.
Fringuello alpino — Sony a1 | 1/3200 f/8 ISO 800 (400 mm)
Per questo ho deciso di mettere a disposizione una selezione di RAW scattati durante i miei test: fotografie realizzate a 400mm ma soprattutto alle focali più lunghe, fino a 800mm, con alcune prove anche con moltiplicatore 1.4x. Tutti scatti reali, sul campo, utilizzando full frame e APS-C mode in-camera, senza alcun tipo di intervento. Non sono i file “più belli”. Sono i file più utili per capire davvero come lavora questa lente. Se stai valutando il Sony FE 400–800mm o se semplicemente vuoi analizzare il suo comportamento in condizioni naturali reali, questi RAW sono qui per te. Scaricali, aprili, studiali. E poi giudica tu. Perché il RAW non mente mai. Ma ricordati sempre anche il potere della post-produzione. .
Camoscio alpino — Sony a1 | 1/2000 f/8 ISO 1250 (800 mm)
Nel mio lavoro fotografo principalmente fauna alpina e grandi mammiferi europei: soggetti diffidenti, spesso molto distanti, in ambienti complessi.
Questa lente nasce esattamente per questo tipo di fotografia.
Ti permette di lavorare a grande distanza senza disturbare il soggetto, apre possibilità che fino a pochi anni fa erano riservate a sistemi molto più ingombranti e mantiene una qualità ottica sorprendente anche alle focali più spinte.
Abbinarla a corpi come Sony a1, a1 II e a7R V significa avere tra le mani uno strumento estremamente potente per la fotografia naturalistica moderna.
Pulli di astore — Sony a1 | 1/25 f/11 ISO 1250 (1100 mm) con 1.4x teleconverter
Oggi la fotografia naturalistica richiede strumenti affidabili, leggeri, versatili e capaci di lavorare in condizioni estreme. Questa è una lente pensata per la montagna, per la foresta, per i lunghi appostamenti e per i viaggi. È una lente per chi aspetta ore nel vento. Per chi cammina chilometri all’alba. Per chi lavora in silenzio, rispettando la fauna. Ed è una lente che, finalmente, rende accessibile fotografare a 800mm a molti più fotografi.
Picchio tridattilo — Sony a1 II | 1/400 f/8 ISO 1600 (800 mm)
Civetta nana — Sony a1 | 1/500 f/8 ISO 2500 (800 mm)
Ho raccolto questi file in una cartella dedicata che puoi scaricare liberamente. Sono file esattamente come escono dalla macchina, senza alcuna modifica. Sono pensati per essere analizzati, studiati e lavorati in post-produzione, per capire davvero la resa di questo supertele in condizioni reali. Se lavori in Lightroom, Capture One o Photoshop, sono un ottimo banco di prova.
La fotografia naturalistica non è fatta solo di attrezzatura. È fatta di attesa, rispetto, conoscenza del territorio e capacità di leggere la luce. Questi file sono solo un punto di partenza. Il resto lo costruisci tu, sul campo. Buona luce. E buon lavoro.
Wild Dolomiti di Simone Da Pra
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